“Un uomo onesto può essere un ostacolo insormontabile per la criminalità organizzata”…

«Calibro 9. Attraverso il finestrino. Colpi in testa e al cuore. La camorra uccide così».
Scandisce le parole, Raffaele Cantone. Adesso lavora in Cassazione, ma l’attitudine rimane sempre quella del pubblico ministero. Per anni è stato il magistrato più impegnato contro i Casalesi. Quando non si erano ancora accesi i riflettori su Gomorra fu tra i primi a svelare appetiti e interessi delle mafie campane, la loro pressione costante su enti locali non sempre impermeabili. Partiamo da qui.
«No». Si può morire anche per una sillaba?
«Certo. Un uomo onesto può essere un ostacolo insormontabile per la criminalità organizzata».
Ma il Cilento non era una piccola oasi campana?
«Dobbiamo smetterla di pensare che esista una camorra “sporca” che spara a Secondigliano o Casal di Principe, e un’altra che invece si limita a investire i propri soldi in determinate zone, senza portare violenza per proteggere i propri affari. E’ una distinzione manichea e pericolosa».
Dov’è il pericolo?
«Si tratta di una tesi utile a prendere per pazzo o esaltato chi denuncia le infiltrazioni camorriste in territori come il Cilento, il Basso Lazio, la costiera sorrentina. Ma il fatto che la camorra non abbia mai sparato molto da quelle parti, non significa certo che non può farlo».
Il sindaco di Pollica è stato lasciato solo?
«Non lo so. Ma certo apparteneva a quegli amministratori per bene che in quanto tali si sentono abbandonati».
Al Sud la Pubblica amministrazione non gode di ottima fama.
«Ci sono tanti esempi di persone che cercano di fare argine, e Vassallo apparteneva a questa categoria. Ma diciamo pure le cose come stanno: la conclamata porosità dell’amministrazione pubblica è il vero, grande problema della lotta alla criminalità organizzata. E un sindaco per bene può sentirsi ancora più solo a causa dei comportamenti collusi di molti, troppi suoi colleghi».
Perché gli enti locali fanno sempre più gola alla criminalità organizzata?
«Semplice. Vengono investiti di poteri sempre più importanti, senza però mantenere la necessaria vicinanza agli organi statali. Permette un paradosso?»
Prego.
«Il federalismo può essere un aiuto alle mafie. Più si avvicinano i centri di spesa al territorio, più i clan hanno interesse a fare pressione. Con il federalismo spinto, trasferisci risorse agli enti di prossimità. E così ingolosisci le mafie».
Ci rinunciamo per paura della camorra?
«Non si può fermare il futuro per queste ragioni, me ne rendo conto. Sarebbe una sconfitta di tutti. Ma il problema esiste».
Come lo si risolve?
«Bisogna creare le condizioni per non lasciare gli enti locali nella mani della criminalità organizzata. Dobbiamo predisporci al rischio che le mafie cerchino sempre più di approfittare del trasferimento di poteri al territorio. Non è facile, tenendo conto dell’alto rischio di infiltrazioni. Ci sono troppi segnali che finora sono stati sottovalutati».
Ne può elencare qualcuno?
«Da tutte le più recenti inchieste emerge un clamoroso interesse delle mafie per le sorti delle elezioni regionali, o amministrative».
Conta più un consigliere comunale di un ministro?
«Nell’ottica della camorra, assolutamente sì. Un assessore con deleghe importanti conta ben più di un ministro, un sindaco di un piccolo Comune che abbia investimenti in corso sul suo territorio diventa un boccone molto più prelibato di un parlamentare».
E se resiste?
«La camorra resta quel che è. Al momento opportuno prova tutte le strade per avvicinare, blandire, corrompere. E spesso trova terreno fertile. Ma alla fine la sua forza risiede nell’utilizzo della violenza».
A Pollica è andata così?
«Mi sembra plausibile. Quando la camorra si trova “nello stretto”, come diciamo a Napoli, non ha certo problemi a sfruttare il suo monopolio della violenza».

(Da “Simbolo di legalità. Per le cosche andava eliminato” – Raffaele Cantone intervistato da Marco Imarisio per il Corriere della Sera, dopo l’omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica. Milano, 7 settembre 2010http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_07/simbolo-di-legalita-imarisio_b8174b3c-ba49-11df-a688-00144f02aabe.shtml ).

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