“La munnezza è oro” – intervista a Raffaele Cantone su Repubblica Tv, 31 maggio 2007. Tre anni fa.

Raffaele Cantone, come fa la camorra a fare affari con i rifiuti?
<<Lo fa in due modi diversi; lo fa inserendosi nel settore dei rifiuti illegali creando le condizioni per le discariche abusive nelle quali vengono messi i rifiuti solidi e speciali che vengono dal nord e lo fa inserendosi nel sistema dei rifiuti legali attraverso le imprese che si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti>>.

E tra le due, quale conviene di più?
<<Sono entrambe molto convenienti; paradossalmente io credo che sia divenuto più conveniente l’inserimento nel sistema dei rifiuti legali>>.

Le sue inchieste hanno portato alla luce intrecci tra imprenditoria politica e camorra. Ci spiega quali sono?
<<Sicuramente non posso entrare nello specifico (essendo titolare dell’inchiesta, n.d.r.), posso dire semplicemente che la camorra ha utilizzato il sistema dei consorzi, il sistema dell’ “attenuazione dei controlli”, per poter infiltrare una serie di imprese “proprie” per la gestione del settore, del ciclo dei rifiuti sopratutto della raccolta e dello smaltimento>>.

Ci spiega meglio il sistema dei consorzi? Come funziona?
<<Guardi, il sistema dei consorzi è un sistema attraverso il quale più Comuni si mettono insieme teoricamente per risparmiare, per creare condizioni di minore concorrenza e quindi teoricamente di maggiore vantaggio per la società; una volta creato il sistema dei consorzi, creano società miste nelle quali entrano i privati e la scelta del contraente privato è il modo attraverso il quale la camorra si riesce ad inserire e se il socio privato è un personaggio legato alla criminalità organizzata, questo gli permette di gestire la raccolta dei rifiuti in quei Comuni in regime di monopolio>>.

Come si può intervenire?
<<Ripristinando il sistema dei controlli, evitando che ci sia un abbassamento anche del controllo sopratutto sui requisiti  della certificazione antimafia, imponendo il più possibile le gare ed ampliando il sistema del controllo sulla certificazione antimafia che non può essere soltanto un fatto formale, ma dev’essere un fatto sostanziale sopratutto in un contesto come quello dei rifiuti nei quali sono da sempre presenti imprese collegate con la criminalità organizzata>>.

(Silvia Bernasconi intervista Raffaele Cantone, allora sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli, presso la Direzione Distrettuale Antimafia. Su Repubblica Tv, il 31 maggio 2007).

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