Cronaca di una serata. Raffaele Cantone a “Che tempo che fa”, domenica 28.11.10.

<<Troppe persone sono in grado di riempirsi la bocca di belle parole, noi abbiamo bisogno di comportamenti coerenti con le parole che si dicono>> (Raffaele Cantone, intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, Milano, 28.11.10).

Fuoco.
E’ una fiamma viva, accesa, quella che leggiamo negli occhi di Raffaele Cantone.
La fiamma di chi parla e scrive di camorra con grandissima competenza, di chi ha le chiavi, quella magica combinazione per aprire le porte delle nostre menti, a volte un pò insonnolite o stanche.
Quel che abbiamo ascoltato, ieri sera, sono parole chiare, dirette, che il Dott. Cantone ha offerto a chi lo intervistava ed a chi lo ascoltava con quella dote che da sempre lo caratterizza: la semplicità.
Le mafie che si mimetizzano, che abbandonano “la coppola e la lupara” per “le scarpe di coccodrillo” (così, Raffaele Cantone, nell’intervista di ieri),  per intrecciare legami con imprese che si rivelano essere talvolta non vittime, ma “acquirenti”, che si affidano, per risolvere questioni e problemi, al “camorra service”; mafie che da abili giocolieri siedono con tanto di fishes luccicanti ai tavoli di potere, nei momenti decisionali della vita delle amministrazioni pubbliche; che si nascondono dietro le spalle, usandoli, dei  “cavallucci” di turno, per conquistarsi la fetta più ghiotta della torta, nelle spartizioni politiche territoriali.

E noi? Possiamo considerarci “estranei” a queste dinamiche del gioco o dell’affare sporco, noi semplici e comuni cittadini?
E no. Non è proprio così. E’ lo stesso Raffaele Cantone, nello splendido intervento di ieri, iluminante come sempre, a spiegarcene il motivo.
<<Nella distribuzione dei prodotti, nel momento del commercio, le mafie riescono ad ottenere grandissime possibilità di profitto>> . Quando andiamo a fare la spesa, ad esempio, rischiamo di essere veri “finanziatori” delle mafie. Pensiamo ai grandi centri commerciali che sorgono nelle zone ad alta densità mafiosa. Pensiamo alle attività di riciclaggio. Inconsapevolmente e drammaticamente partecipi, dei grandi affari delle mafie.

Parlare di camorra non è affatto una passeggiata di salute.
Parlarne con cognizione, usando i giusti toni, poi, è quasi fantascienza. 
Raffaele Cantone ci ha magnificamente sorpresi, dal primo incontro, per tanti motivi.
Il primo, tra questi, si chiama Competenza.
E si badi bene, non solo perché nel suo curriculum può vantare un’esperienza da Magistrato in seno alla DDA per ben otto anni, no.
E’ la sua curiosità, che ci sorprende.
La sua sete, mai appagata.
Un Uomo che siede in Cassazione e che ha costantemente voglia di conoscere, di scoprire, di confrontarsi, di approfondire.
Di sentirsi sempre studioso e.. studente.
Un desiderio mai maniacale, però, mai ossessivo, ma che si rivela essere vero amore per il suo lavoro e per il Diritto, per la Legalità. Lontano da esaltazioni. 

Il secondo dei motivi che ci portano ad apprezzare ed ammirare questo giovane Magistrato è a questo punto facilmente intuibile, si chiama: Condivisione.  

Raffaele Cantone non è un Uomo saccente.
Non nasconde il suo sapere nella torre di un castello alto milioni di  metri, per utilizzarlo al momento giusto e farne strumento per creare distanza, tra sé e gli altri.
Questa continua ricerca, queste analisi, i suoi scritti, queste sue riflessioni, sono oggetto di confronto con tutti, durante i numerosi incontri che tiene nelle scuole, come nelle Università o presso le Associazioni.
Raffaele Cantone spiega a noi dinamiche e dettagli dei fenomeni criminali, con la stessa identica passione ed attenzione, con la quale ascolta gli altri, su questi temi. Ci invita al dibattito, al dialogo. Ama il confronto.

Tutto questo è per noi, importante. Potersi confrontare su temi così difficili e a volte duri da accettare; soffermarsi su quei meccanismi che sembrano così lontani, eppure così presenti, nella nostra società; parlare di camorra dove fino a poco tempo fa non si riusciva, rappresentano vittorie fondamentali sulle barriere della mancata conoscenza e dell’omertà.

Per vincere le mafie, occorre sapere, conoscere la verità.
Quella che si palesa e quella che si nasconde.
E Cantone riesce brillantemente ad aprire quella porta socchiusa della nostra mente.

Anche stasera, dallo studio di “Chetempochefa”, ci ha offerto, lo spunto per parlare di un altro motivo di ammirazione, nei suoi confronti.
Arrivare agli altri, senza urlare.
Senza mezzi termini o artifizi retorici: uno stile diretto, incisivo, pungente. Ma equilibrato. 
Di grandissima classe. 
A volte sfiorando (incantevole!), le corde dell’ironìa, con sapiente maestrìa. Funambolo delle parole e della Lingua.

Raffaele Cantone si fa ascoltare, dagli altri. Fossero ragazzini di prima media o uomini dalla barba bianca dall’aria disfattista, ha il dono naturale di penetrare la mente di chi lo ascolta, ma non per dominarla, bensì per stuzzicarla, stimolarla, portarla alla riflessione.

Questa è la differenza che fa di un uomo un grande Uomo. 

Una forte personalità, una grandissima passione, un entusiasmo senza confini, la speranza che si fa Fede, nel contrastare le mafie anche su un terreno diverso da quello squisitamente giudiziario.

A volte più incisivo, di quello giudiziario.

Chi legge Cantone, viene proiettato dentro se stesso, non in un contesto avulso dal suo essere;  in questo crediamo che anche “I Gattopardi”, come tutti gli scritti del Magistrato, sia un “Libro interattivo”. Perché è un testo che stimola la nostra riflessione, la nostra curiosità, le nostre domande; parole in movimento, che non restano ferme, ma ti solleticano, ti spingono oltre, sollevando interrogativi.

La verità che smuove le coscienze. Perchè il fenomeno “camorra” non è estraneo da noi.  
C’è un fuoco, che arde negli occhi di quest’Uomo. Ed è lo stesso fuoco dal quale noi lettori, noi ascoltatori, noi cittadini, attingiamo, nel leggerlo o nell’ascoltarlo.

Quello di una certezza, dell’inequivocabile certezza secondo la quale tutto può cambiare.
Con la parola, con la conoscenza dei fenomeni, innanzitutto.
Ecco perchè riteniamo “I Gattopardi”, un Libro fondamentale.
Ed ecco perchè Raffaele Cantone rappresenta per noi una guida fondamentale, nella lotta alla camorra.
E’ insieme a Lui, aiutati dalle sue parole, spinti dalla sua stessa sete di conoscenza, che vogliamo affrontare questa lotta.
E siamo convinti, che la luce del giorno non è così lontana.

“…ora dobbiamo attraversare la notte” – così, Jack Kerouac –
Questa è una notte diversa, dalle altre.
E chi ha ascoltato Raffaele Cantone, nell’intervista di Fabio Fazio su Raitre, ci avrà compreso.

 

 

 

 

INTERVISTA INTEGRALE RAFFAELE CANTONE “CHE TEMPO CHE FA”, MILANO, DOMENICA 28 NOVEMBRE 2010:

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