La sublìme, sottile, brillante ironìa di Raffaele Cantone, giocoliere della Parola. Oggi, nel salotto di Corrado Augias.

Sublìme incontro tra “titani”, sublìme incanto dei sensi di chi ascolta, sublìme desiderio di abbeverarsi ancora a quella fonte di conoscenza.
Parole che seguono parole e che lasciano impronte indelebili nella mente di chi, ipnotizzato, non può fare a meno di lasciarsi conquistare, avvolgere, chiedendo (quasi implorando), che la conversazione non abbia termine.
Una sottile complicità, si avverte tra gli sguardi di chi parla.
Tra un Magistrato attento, appassionato, intelligente, preparato, finemente ironico ed un Giornalista che conosce il suo mestiere, che stimola la conversazione con garbo sopraffino e gioca, ricambiato, con le espressioni e le parole.
Uno spettacolo meraviglioso. Di stile e di sapienza.
Raffaele Cantone e Corrado Augias, oggi, hanno offerto innanzitutto agli spettatori del ” è pronto, a tavola!”, un eccezionale esempio di televisione colta, ma non pesante; elegante, ma non snob.
Si parlava di Mafia S.p.A., quella che non offre più unicamente spettacoli cruenti agli obiettivi dei fotografi, sangue e lacrime; ma quella sotterranea eppure così visibile a degli occhi attenti, come quelli di Cantone e Di Feo, che ne “I Gattopardi” affrontano la verità di una “mafia” in trasformazione, che fa affari con imprenditori, politici: uomini in grisaglia. Che non hanno dimenticato del tutto, però, come si fa a sparare. <<La violenza rappresenta il background delle mafie; per quanto esse “sparino poco”, questa opzione deve sempre mantenersi possibile. Latente, ma possibile>> – spiega Cantone, alla domanda di Augias.
Il discorso poi, continua sulle infiltrazioni delle mafie al nord del nostro Paese ed il Magistrato spiega, con l’onestà intellettuale che da sempre lo caratterizza, che è da tempo che si sa di questa presenza della criminalità organizzata al settentrione (sopratutto ‘ndrangheta, ma anche camorra e cosa nostra – ricordiamo l’inchiesta che Raffaele Cantone condusse su Parma e che condusse all’arresto di imprenditori legati ai casalesi…); che questi gruppi, però, fanno meno rumore e meno notizia, dando a tutti l’impressione che non accada nulla, in quanto svolgono attività lontane da quelle classiche, ma si dedicano a ben altri business, immettendo nel circuito economico il denaro illecito proveniente da altre attività. Ma la domanda che nasce spontanea allo stesso Dott. Cantone, in modo forse provocatorio, è diretta a chi, a nord,  non chiede e tantomeno si chiede quale sia la provenienza del denaro che accetta e strappa con mani voraci.  Le mafie che offrono occasioni di lavoro; che non si occupano più solo di appalti e subappalti, ma controllano i noli (a caldo o a freddo); che drenano moltissimi soldi pubblici con il “movimento terra”; che mettono in crisi lo stesso sistema della concorrenza, offrendo lavoro a costi più bassi; mettendosi a disposizione nel far ottenere all’imprenditore un recupero crediti in breve tempo, lontano dalle lungaggini della legge.  I mafiosi a cui si rivolgono imprenditori (a volte colossi) del nord per dar loro mandato a distribuire i propri prodotti sul territorio, sono uomini del sud, che servono uomini del nord. Ecco perchè il clima di connivenza non può risparmiare un territorio rispetto ad un altro. La questione “mafie” (per Cantone ed Augias – e noi condividiamo), è una questione italiana. Fino a quando non comprenderemo bene questo concetto, non andremo lontano.
Per Cantone, è molto importante ricordare quanto abbia realizzato lo Stato sul piano della repressione, ma bisogna allo stesso modo sottolineare che tutti i risultati (che lo stesso Maroni ha elencato in tv), che si sono ottenuti, nei confronti della criminalità organizzata, costituiscono il risultato di un’attività di “intelligence” dei Magistrati, che non possono essere adulati nel momento in cui si giunge alla cattura di un pericoloso criminale come Setola e considerati al contrario dei “brocchi”, se arrestano un sottosegretario del Governo. Il rigore dovrebbe essere sempre lo stesso, a 360 gradi.

Il momento più sottile ed intensamente intelligente, Raffaele Cantone ce lo offre alla domanda di Corrado Augias, rispondendo con la sua classe innata di gran Maestro nell’Arte della freccia, andando dritto al bersaglio, quando il Giornalista gli chiede:  <<Maroni ci ha messo la faccia, ha detto Lei, è vero. Se il Presidente del Consiglio in persona ci mettesse la faccia in una campagna contro la criminalità organizzata, Lei pensa che avrebbe un effetto, un’efficacia?>> – il Dott. dopo un primo no comment, sorridente <<Io credo che il Ministro ci abbia messo la faccia perchè aveva anche una sua credibilità nel poterci mettere la faccia>>.

Magìa pura. Classe, all’ennesima potenza.
Raffaele Cantone è un fuoriclasse della Parola. Con forza ed ironìa.
Quello che ci offre, è un elegantissimo colpo di tacco. Di quelli indimenticabili.
E il pallone vola velocissimo, dritto in rete.

 

PRIMA PARTE INTERVISTA http://www.youtube.com/watch?v=WP3THTmxInc

SECONDA PARTE INTERVISTA http://www.youtube.com/watch?v=E9ONCdUS6C0

INTERVISTA INTEGRALE http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-07f90482-2fb4-4cc4-a821-cd06fc41c2b6.html

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