“Mala/vita e mal/formazione. Un seminario sull’ ‘istituzione’ mafiosa, i suoi linguaggi, le sue rappresentazioni”. Napoli, DOMANI, venerdì 10 dicembre 2010 ore 9,30. Sala degli Angeli, via Suor Orsola n. 10. Interverrà, tra gli Altri illustri relatori, il nostro Dott. Raffaele Cantone.

Università degli studî Suor Orsola Benincasa

CRIE (Centro di ricerca sulle istituzioni politiche)

Imago imperii – Archivio di iconologia politica

“Mala/vita e Mal/formazione”
Un seminario sull’‘istituzione’ mafiosa, i suoi linguaggi, le sue rappresentazioni
Presentazione del video sui processi di Camorra Realizzato da Raffaele Marino – procuratore aggiunto della Repubblica di Torre Annunziata e Roberta Petrelluzzi – autrice e conduttrice di “Un giorno in Pretura”
Intervengono Raffaele Cantone, Antonio Ingroia, Franco Roberti Sandro Ruotolo e Roberto Scarpinato Venerdì 10 Dicembre ore 9.30 Sala degli Angeli Università Suor Orsola Benincasa Via Suor Orsola 10 –

 
Napoli Comunicato Stampa Venerdì 10 Dicembre alle ore 9.30 presso la Sala degli Angeli dell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa si svolgerà una giornata di studi dal titolo “Mala/vita e mal/formazione.
Un seminario sull’‘istituzione’ mafiosa, i suoi linguaggi, le sue rappresentazioni”.
L’incontro si inserisce nel quadro delle attività di studio e di ricerca del progetto “Imago imperii. Archivio di iconologia politica” del CRIE, il Centro di ricerca sulle istituzioni europee dell’Università Suor Orsola Benincasa.
Il seminario sarà coordinato da Raffaele Marino, procuratore aggiunto della Repubblica di Torre Annunziata e Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università Suor Orsola Benincasa, sarà introdotto dal Rettore del Suor Orsola Francesco De Sanctis e sarà presieduto dalla Preside della Facoltà di Lettere del Suor Orsola, Emma Giammattei.
All’incontro prenderanno parte Raffaele Cantone, giudice del Massimario della Cassazione, Arnaldo Capezzuto, giornalista, Giacomo Di Gennaro, professore associato di Sociologia all’Università di Napoli “Federico II”, don Tonino Palmese, coordinatore regionale di “Libera”, Silvio Lugnano, professore ordinario di Criminologia all’Università Suor Orsola Benincasa, Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo, titolare dell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia dopo la strage di Capaci, Paolo Mancuso, procuratore della Repubblica di Nola, Emiliano Morreale, storico e critico cinematografico, Roberta Petrelluzzi, autrice e conduttrice di Un giorno in Pretura (Rai 3), Franco Roberti, procuratore Capo della Repubblica di Salerno, Sandro Ruotolo, giornalista RAI (Anno Zero), Isaia Sales, docente di Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia all’Università Suor Orsola Benincasa e Roberto Scarpinato, Procuratore generale presso la Corte d’appello di Caltanissetta.
“Il seminario – spiega Gennaro Carillo, ideatore del progetto “Imago imperii” – si propone una riflessione multidisciplinare sulla ‘mentalità’ mafiosa, con un approccio che assuma camorra e mafia come ‘istituzioni’ (sulla scorta di un’intuizione ancora feconda di Santi Romano) dotate di regole precise, anche linguistiche, che sono tuttavia in continua evoluzione”. Sono tre le questioni di partenza che verranno poste al centro della discussione:
1. Come l’istituzione mafiosa si rappresenta, si accredita all’esterno; come vuole essere percepita dalla società legale, tra intimidazione e perseguimento del consenso.
2. Come ci rappresentiamo l’istituzione mafiosa e quanta contraffazione del reale, quanta impostura, per usare l’espressione di Sciascia, c’è in queste rappresentazioni. Valga, a titolo d’esempio, la distanza abissale che separa un film come Il camorrista di Giuseppe Tornatore (riproposto con eccessiva puntualità dalle emittenti locali napoletane) da Gomorra di Matteo Garrone e dai successivi Gorbaciof di Stefano Incerti e Una vita tranquilla di Claudio Cupellini: nel primo il rischio dell’apologia e della complicità del pubblico, portato ad annettere statura e statuto eroico a Raffaele Cutolo, è molto concreto, nei secondi, invece, i camorristi sono restituiti a una condizione di banalità feroce, del tutto ineroica, autodistruttiva ma senza fascino né fasto.
3. Come le due rappresentazioni si condizionano e si alimentano a vicenda, attraverso quello che Roberto Scarpinato definisce come sistema delle “porte girevoli”, dell’osmosi sempre possibile, sebbene inconfessata, tra i due mondi. Per dirla con le parole di Raffaele Marino: «c’è il rischio a Napoli che la tradizionale tolleranza, la convivenza tra cultura della legalità e della illegalità si risolva in una prevalenza della cultura camorristica che ha ormai pervaso ogni ambito dei rapporti sociali».

Nel corso del seminario sarà presentato e commentato un video, realizzato per l’occasione da Roberta Petrelluzzi e Raffaele Marino, che ripercorrerà alcuni passaggi cruciali di processi di camorra, dai quali potrà evincersi un’immagine in presa diretta dell’antropologia camorristica e del contesto socio-culturale nel quale essa attecchisce.

Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Ufficio Stampa e Comunicazione Dott. Roberto Conte
Tel-Fax 081-2522347 Cell. 380-7123104 ufficiostampa@unisob.na.it

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