18 gennaio 2010: Raffaele Cantone ad Aosta, per il progetto educativo “Percorso della Legalità”, destinato agli studenti valdostani.

Vengo da una realtà dove la camorra si respira come l’aria, non si può fare a meno di percepire la sua presenza costante. Dopo la laurea volevo fare l’avvocato penalista, ma troppo spesso, da praticante, mi accorgevo di fare il tifo per il pubblico ministero. Allora entrai in magistratura, e lì trovai veramente la mia dimensione, uno spazio stimolante dove dare sfogo alla mia curiosità intellettuale”. Ponendosi le giuste domande, e cercando le risposte ovunque le sue indagini lo portassero, Raffaele Cantone è diventato uno dei più temibili avversari della camorra.

Le varie forme di criminalità organizzata, come la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta, si differenziano sotto molti aspetti, ma hanno un elemento comune: la capacità di creare consenso. Sono tanto potenti perché creano un legame con il territorio e con le persone che ci vivono, danno lavoro, garantiscono un certo tipo di servizi. Io – ha specificato – mi sono occupato in realtà solo della camorra, un sistema che prospera nel forte legame con le aziende, che vi si affidano completamente. Le imprese non hanno più bisogno di banche che imprestino soldi, di sindacati con cui venire a patti per la manovalanza, né di tribunali per recuperare i crediti, pensa a tutto la camorra. Quasi tutti i latitanti ritrovati in questi anni erano nascosti a casa di insospettabili professionisti e imprenditori (…)”

Emerge uno spaccato complesso della malavita campana, e delle sue ramificazioni, rintracciabili nei colossali investimenti effettuati nelle ricche regioni del Nord.

Cantone, sotto scorta dal 2003, ha affermato di  non riuscire quasi a ricordare come poteva essere vivere senza essere circondati da agenti. “E’ l’ultima cosa di cui mi lamento, sono grato della tutela offerta a me e alla mia famiglia.
Se tornassi indietro rifarei tutto, perché considero un privilegio il fatto di avere potuto attraversare dei momenti tanto difficili, ma anche tanto entusiasmanti”.

(Raffaele Cantone, intervistato da Elena Tartaglione per “Aostasera”, 19.01.10).

Il Dott. Cantone, ha poi dichiarato, intervistato insieme al Presidente della regione Valle d’Aosta, Augusto Rollandin:
“La criminalità organizzata ormai non conosce confini sopratutto nelle attività di reinvestimento; essa cerca “mercati” nei quali il denaro possa fruttare e il denaro non può fruttare o non frutta tanto al sud.. frutta molto di più al centro e al nord, perchè è sopratutto al centro-nord che si fanno gli investimenti maggiori!”

C’è bisogno di un intervento complesso, che sicuramente parte e passa per la repressione del fenomeno – ci mancherebbe altro! –  questo è indispensabile, ma che intervenga su questi meccanismi, quindi: sul legame con l’impresa; sul legame sulle Istituzioni e il mondo della politica, e richiede anche un intervento educativo, perchè certi meccanismi, certi modi anche di vivere, vanno modificati anche cambiando i codici educativi“.

PER ASCOLTARE L’INTERVISTA:
http://www.youtube.com/watch?v=Tv1z7DL5IN0

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