“Questi ragazzi vanno ascoltati” – Raffaele Cantone, ne “Il commento”, su “Il Mattino” di Napoli, edizione nazionale di mercoledì 22 dicembre 2010.

Ieri pomeriggio sui binari della metrò di Roma è stato trovato un ordigno che ha ingenerato enorme allarme; si è detto, anche da parte di politici, che si trattava di una bomba che avrebbe potuto esplodere. La notizia è stata poi smentita: non avrebbe mai potuto scoppiare. Ma il clima di enorme tensione che si respirava nella capitale – e che appare palpabile pur in una città stracolma di turisti e cittadini che fanno lo shopping natalizio – ha fatto sì che l’episodio fosse ricollegato alla manifestazione di stamattina.
Dopo i recenti scontri, con il centro della capitale fatto segno di pesanti violenze, con un attacco sconsiderato di pochi facinorosi alle forze di polizia e con il danneggiamento ed incendio di vari mezzi militari, vi è grande preoccupazione per come la manifestazione si svolgerà. I comportamenti della politica hanno amplificato le paure con logiche che, almeno in qualche caso, sembrano voler soltanto strumentalizzare quello che è accaduto e quello che potrebbe accadere.

Semplificando sembra essersi verificata una divisione abbastanza netta, manichea che rischia di apparire preconcetta. Dalla sinistra, infatti, si è osannato ai movimenti di piazza, ai giovani che manifestavano, cercando anche di mettere su di essi il cappello e di orientarli in una logica tutta anti-governativa o anti-berlusconiana; è come se dalla piazza si volesse trarre una linfa che manca nelle iniziative squisitamente politiche.
Si è forse, però, stigmatizzata troppo poco la deriva violenta di alcune frange e si sono rischiate logiche giustificazioniste, invocando la presenza di provocatori delle forze dell’ordine.
Da destra, invece, si è istericamente ampliata la legittima paura; si è invitato i ragazzi a non scendere in piazza e si è parlato del rischio di veri e propri criminali che potrebbero nascondersi fra i manifestanti; si sono richieste ad alta voce misure straordinarie chiaramente liberticide (come l’arresto preventivo), fingendo di non sapere che si tratta di strumenti che mai potrebbero essere adottati perché chiaramente in contrasto con i principi costituzionali.
Da cittadino e da padre di una studentessa liceale tutto quanto sta avvenendo non può non destare interesse, preoccupazione ma anche stimolare qualche riflessione.
Una prima è forse scontata; seppure vanno – senza se e senza ma – stigmatizzati i comportamenti violenti di un gruppo di giovani che si è accertato in alcuni casi non essere nemmeno studenti, l’accaduto un piccolo merito l’ha avuto; ha richiamato tanti distratti osservatori della società a guardare con minore superficialità un mondo giovanile troppo velocemente archiviato come soltanto interessato alle vacuità e quindi a guardare in tv il «Grande fratello» o spettacoli di questo genere.

La mia esperienza dei contatti molto frequenti con le scuole ha già smentito questo luogo comune. Quando sono andato negli istituti superiori o nelle università a parlare di camorra e di legalità, accanto a (pochi) ragazzi disinteressati e scarsamente ricettivi ho con grande piacere constatato come ve ne fossero altri – spesso maggioranza – interessatissimi a capire ciò che avviene nella società.
Dalle domande poste in dibattiti particolarmente vivaci mi sono convinto che abbiamo, forse, in tanti sbagliato; ci sono studenti attenti, a conoscenza dei fatti di cronaca e di ciò che avviene intorno a loro e soprattutto desiderosi di confrontarsi con un mondo adulto. Certamente sono più smaliziati forse dei loro stessi genitori: più che le parole – che appaiono identiche anche se dette da interlocutori diversissimi – vogliono vedere comportamenti coerenti e consequenziali. Sono ragazzi molto diversi, del resto, da quelli delle precedenti generazioni; non hanno i partiti politici a fungere da riferimento ideologico e fanno fatica persino ad incasellarsi nelle realtà associative presenti sul territorio.
Si lamentano tantissimo di non essere mai presi in considerazione nei momenti in cui si impostano quelle poche politiche del lavoro e/o dello studio e sono consapevoli di come in Italia vi sia una società bloccata, in cui non funzionano quelli che i sociologi chiamano ascensori sociali.
Ed allora ci si ponga verso di essi con una logica diversa, si assista ciò che accade con interesse, senza cercare di strumentalizzare gli studenti; li si inviti alla moderazione, soprattutto facendo capire loro come la violenza rischia di rappresentare per essi stessi, un enorme danno, perché impedisce di vedere le loro ragioni; si puniscano coloro che dovessero commettere reati con la giusta severità ma non senza criminalizzarli nella loro interezza e soprattutto si cerchi di ascoltarli, senza preconcetti e senza falsi paternalismi.


Perché forse anche da loro in molti abbiamo qualcosa da imparare.

Annunci

2 pensieri su ““Questi ragazzi vanno ascoltati” – Raffaele Cantone, ne “Il commento”, su “Il Mattino” di Napoli, edizione nazionale di mercoledì 22 dicembre 2010.

  1. Lasciamo che crescano, anche con i dovuti errori. In fondo noi adulti ne abbiamo fatto tanti. Gli errori servono a maturare, e smettiamola una volta per tutte a voler mettere tutto su di un piano politico, qualunque esso sia Ma di quella vecchia politica ormai superata che viene purtroppo soprattutto dai vecchi apparati. Quella politica che ha fatto si che il 40% dell’elettorato si astiene dalle votazioni. Ilfuturo è dei ragazzi e LORO devono avere gli spazi adatti per il LORO futuro. Mi sento pienamente d’accordo con il giudice Cantone e da quasi sessantenne un piccolo consiglio, cercate di non farvi coinvolgere dalla violenza, i PARRUCCONI è quello che vogliono per farvi tacere.

  2. Il mio rammarico è che,purtroppo,in manifestazioni di questo tipo i “bene informati” sono veramente pochi e mi rendo conto che sia difficile anche solamente riconoscerli.C’è una folta maggioranza di facinorosi che non hanno nessun interesse al proprio futuro ma ancor di più al proprio presente,perchè a mio avviso chi si scaglia con tanta violenza usando anche “armi improprie” può incorrere in seri pericoli riguardanti la propria persona.Ad ogni modo ci sono tanti giovani,come me,che hanno a cuore il proprio futuro ed è quindi più che giusto,come sottolinea il Dott.Cantone con estrema semplicità ed efficacia,che vadano ascoltati,senza pregiudizi(tanto,se sono male informati,lo si può riconoscere subito) e quindi non aggrediti e zittiti.
    Buone feste a tutti!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...