“20 dicembre 2010: una giornata indimenticabile”. Pasquale Ferraro e Melania Di Maro, reporter dalla Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli. Raffaele Cantone, incontra gli studenti.

“A quei magistrati, a quegli uomini delle forze dell’ordine, a quei giornalisti e a tutti quelli che, nei diversi settori, con impegno quotidiano e con i comportamenti coerenti cercano ogni giorno di arginare mafie ed illegalità”.
Quante volte vi è capitato che solo sfogliando le prime pagine di un libro, anche solo per la curiosità di sapere come fosse strutturato, ci sia stato un qualcosa: una minima cosa, una frase, una parola o anche una semplicissima dedica, che vi colpisca al punto tale, da farvi decidere di comprarlo e leggerlo con una voracità tale da dimenticare le ore, i minuti e persino i secondi che sono trascorsi, proiettandovi in un mondo che non sembra il vostro o che non vorreste foste il vostro, ma quelle parole, “aprendovi gli occhi” sulla realtà, ci ricordano che i problemi esistono, piccoli o grandi che siano.


Il Dott. Raffaele Cantone, per molti anni si è occupato di uno dei mali che per molti ha etichettato in malo modo la nostra nazione, ”IL FENOMENO MALAVITOSO”, ha ribadito in aula che questo fenomeno non va solo combattuto con la repressione (affermandolo anche nella precedente opera, “Solo per Giustizia”).
“La Giustizia non è il correttivo di tutti i mali, ma il fenomeno può essere arginato smuovendo le coscienze civili, attraverso la conoscenza dei fenomeni” – così ha ribadito nell’incontro che si è tenuto il venti dicembre presso la Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli.

E in quell’occasione, che il Magnifico Rettore Rossi ha affermato che l’Università deve costituire la base per noi giovani che ci apprestiamo, con grandi speranze, a divenire veri e propri “difensori della legalità”.
E proprio di tanti e tanti giovani che l’aula Gennaro Franciosi si è gremita, impazienti di ascoltare e di dare inizio al dibattito con il Dott.Cantone, il quale si è detto “stimolato, dall’occasione”.


Due domande ci hanno colpito in modo particolare.
La prima è stata posta dalla studentessa Maria Manganiello, la quale si chiedeva se le mafie potessero trarne dei vantaggi dalla pubblicazione di libri come “I Gattopardi”, dove sono riportate in modo dettagliato molte indagini.
Nel rispondere, il Magistrato, ha posto l’accento sul dibattito ancora in corso relativo all’utilità di parlare o meno delle mafie, questione che ha visto contrapposte figure politiche e scrittori di rango nazionale.
Egli stesso ritiene che parlare di mafie “è utile, è fondamentale, serve a capire, serve a creare quell’humus culturale per superare, dal punto di vista culturale, certi fenomeni”, al tempo stesso non condanna chi sostiene che non bisognerebbe parlarne per non rovinare l’immagine dell’Italia, che all’estero viene allocata alla parola mafia, alla quale bisogna rispondere ITALIA=FALCONE.
La seconda domanda viene posta dallo studente Gennaro De Sisto, il quale focalizza l’attenzione su quanto analizzato  dal Dott. Cantone ne “I Gattopardi”: l’evoluzione del fenomeno malavitoso, la mafia: da “coppola e lupara”, al servizio delle imprese.
E’ proprio questo il filo conduttore del libro: uomini, persone insospettabili che scendono a patti con la “nuova mafia”, quella imprenditrice al fine di riceverne vantaggi e favori.
Oltretutto è anche giusto dire (come ha fatto la professoressa Teresa Bene), che chi delinque non è necessariamente un mafioso. “Accanto alla criminalità mafiosa ne esiste un’altra, di tipo non mafioso, laddove il mafioso agisce solo in via eventuale”. Gli uomini scelgono arbitrariamente di delinquere e moltissime inchieste, come ad esempio quella recentissima, relativa truffa della Banca popolare del meridione ne sono la prova.
Personalmente, ci piace pensare che tutto questo prima o poi finirà e che arriverà un giorno in cui noi potremo dire di essere liberi.
Paolo Borsellino affermava: “Ricordo la felicità di Falcone, quando in un breve periodo di entusiasmo, mi disse <LA GENTE FA IL TIFO PER NOI> e con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione dava al lavoro del giudice, significava qualcosa di più!
SIGNIFICAVA SOPRATTUTTO CHE IL NOSTRO LAVORO STAVA ANCHE SMUOVENDO LE COSCIENZE!”
Sono proprio questi incontri che accrescono in noi quella voglia di legalità, di fare qualcosa, di non rimanere li, inerte a guardare…
E ad uomini come Raffaele Cantone, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, vogliamo solo semplicemente dire a gran voce: “GRAZIE!”


Pasquale Ferraro, in collaborazione con Melania Di Maro.
Le foto sono realizzate da Sasu Leo.

IL CONVEGNO IN VIDEO, A CURA DI “Francescoleomessi”, SU YOUTUBE:

http://www.youtube.com/watch?v=84Oq9u5ZcJI  I PARTE

http://www.youtube.com/watch?v=Nzu4j96L41w  II PARTE

http://www.youtube.com/watch?v=xLwT1qdq8lE   III PARTE

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