Giovedì 23 dicembre 2010: Raffaele Cantone, ospite, insieme a Gianluca Di Feo, negli studi di Repubblica Tv. Si parla di Gattopardi. Pubblichiamo uno stralcio dell’intervista. Felino, fantastico Cantone.

Raffaele Cantone nasce (il giornalista dice a Giugliano, alle porte di Napoli, ma è nato a Napoli, ndr), quarantasette anni fa; nel 1999 entra come pubblico ministero nella direzione distrettuale antimafia di Napoli; si occupa da subito del clan dei casalesi nella “Gomorra” raccontata da Saviano; le sue inchieste portano la condanna all’ergastolo dei più importanti capi di quel gruppo, fra cui: Francesco – “Sandokan” – Schiavone, Francesco Bidognetti (detto “Cicciott ‘e mezzanotte”), poi Walter Schiavone, Augusto La Torre, Mario Esposito e altri. Si occupa anche delle infiltrazioni dei clan casertani all’estero, in particolare in Scozia, dove scopre una vera e propria “filiale” del clan La Torre di Mondragone. Le sue indagini lo portano a Parma e Milano, dove rintraccia gli investimenti del clan Zagarìa e dimostra a tutti come la camorra stia conquistando alcune zone del nord Italia. Vive tutelato dal 1999 e sottoposto a scorta dal 2003, dopo la scoperta di un progetto di attentato ai suoi danni organizzato dal clan dei casalesi. Lascia la DDA di Napoli nel 2007. Attualmente lavora presso l’Ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione.

Un tema particolarmente “caldo”, quello della mafia al nord.
Cantone, Le chiedo: perchè è ancora così “ostico”, parlare di una presenza, di infiltrazione mafiosa al nord, quando pare di essere nell’evidenza dei fatti perchè sappiamo benissimo che la criminalità organizzata va là dove ci sono soldi e affari?

<<Ma questo è una sorta di riflesso condizionato che noi abbiamo trovato spessissimo; la prima reazione rispetto a certi fenomeni che accadono è quella di dire “no, qui la mafia non c’è”.
Io ricordo un altro episodio che per certi versi è persino più eclatante, quando Saviano in un’altra trasmissione – credo proprio da Fazio – parlò della camorra a Parma; ebbene il Prefetto di Parma disse che la camorra a Parma non c’era mai stata eppure noi eravamo andati, avevamo fatto indagini che avevano coinvolto personaggi di Parma. Questo perchè? Perchè passa l’idea un pò in voga, che di certi temi non bisogna parlare per evitare che si possa in qualche modo minacciare l’immagine , cioè che la presenza della camorra , indicare che ci sia la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta, sia un modo per denigrare l’immagine dei territori e indirettamente anche dell’Italia, questa è una polemica vecchia che è stata ripresa anche dal Presidente del Consiglio, ma si tratta di un “refrain” che sentiamo da anni ; invece io credo che su certe cose bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà; io non so se la ‘ndrangheta interloquisce con la Lega, ma è un dato certo che la ‘ndrangheta al nord è presente da tantissimi anni; la ‘ndrangheta al nord fa affari da tantissimi anni; le indagini hanno dimostrato che il sistema trovato è rimasto sostanzialmente indenne e partecipa agli appalti non dei lavori del paese sperduto, ma dell’Expo! Quindi io mi chiedo: invece di raggelarsi, facciamo in modo che questo non accada! (…)>>

Come giudica l’operato di questo Governo nei confronti della lotta alla mafia? Sappiamo che Maroni in primis, ma anche Berlusconi, mostrano spesso i dati dei latitanti catturati, dei beni sequestrati, fanno sempre questo elenco. E’ un elenco che si può dire è merito di questo Governo oppure si può dire che è stato preparato prima e quanto poi è merito della politica e quanto dei Magistrati e delle Forze dell’Ordine?

<<Guardi, io credo che certi risultati sono meriti che vanno divisi, tra le forze di polizia, la magistratura. Un’altra cosa che veramente mi dispiace osservare è che quasi mai si cita la magistratura dando quasi per scontato che certe cose nascano così e invece la cattura di un latitante richiede attività in cui la magistratura svolge un ruolo fondamentale; io credo che un’attività di impulso è stata data, da questo Governo e sopratutto dal Ministro degli Interni; sono state fatte anche delle riforme, noi lo diciamo nel libro, alcune cose sono particolarmente importanti, per esempio è stato approvato all’unanimità – fatto storico significativo – il piano straordinario alle mafie, sono state fatte delle modifiche in materia di misure di precenzione, sopratutto io devo dire – questo va detto con onestà – che Maroni spesso c’ha messo la faccia andando alle riunioni dei comitati dell’ordine e della sicurezza pubblica, impegnandosi personalmente e questi meccanismi hanno un ruolo di stimolo! Però, però.. però..  non allo stesso modo, la repressione funziona su tutti gli ambiti; non funziona su tutti gli ambiti quando si tratta di toccare gli uomini della politica… le autorizzazioni a procedere non vengono date, quando si toccano uomini della politica; si sono ridotti significativamente il numero dei consigli comunali sciolti (anche perchè la legge che è stata modificata nel 2009 sotto questo profilo è un elemento negativo); quindi, sotto il profilo “militare”, la repressione ha funzionato, sta funzionando; sotto l’altro profilo la repressione non funziona allo stesso modo>>.

Chiaramente il riferimento era a Cosentino; c’è sempre questa reazione da parte della politica, al momento in cui la magistratura cerca di.. in questo caso qua era una richiesta di arresto.   

Voglio dire una cosa sulla vicenda. Io posso anche capire che tu, politica, non vuoi far arrestare Cosentino: si procede a “piede libero”, ma perchè per esempio è stata negata l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni?
Tra l’altro tale utilizzo delle intercettazioni, in base ad un’intervista fatta allo stesso sottosegretario diceva “No, ma a me quelle intercettazioni non fanno alcun danno” e pure il Parlamento nega l’autorizzazione: allora l’idea di una giustizia che funziona, diciamo, a “doppio binario”, non è un’idea che dà un’immagine di giustizia uguale per tutti!

Se, diciamo, il processo Cosentino dovrà arrivare a ritenere Cosentino colpevole od innocente, sarebbe giusto però poterlo fare ad “ARMI PARI”, utilizzando tutti gli strumenti di prova che valgono nei confronti di Iovine, nei confronti di Fabbrocino, nei confronti dell’imprenditore colluso con la criminalità organizzata.

Rispetto a questi meccanismi, cosa cambia? L’imputazione di 416 bis è l’imputazione di Iovine, ma anche l’imputazione dell’uomo politico, dell’imprenditore; bisognerebbe quanto meno consentire alla magistratura di arrivare fino in fondo per tutti, cosa che purtroppo non sempre si verifica>>.

L’INTERVISTA INTEGRALE, A CURA DI FABIO TONACCI: 
http://tv.repubblica.it/videoforum/raffaele-cantone/58854?video=&pagefrom=1

RINGRAZIAMO GERARDO ATTANASIO PER LE FOTO.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...