“La Feltrinelli di Caserta rende omaggio ad uno dei più grandi magistrati dell’antimafia in Campania” – Maurizio della Ventura ci racconta il suo incontro con Raffaele Cantone: venerdì 28 gennaio 2011.

La Feltrinelli di Caserta rende omaggio ad uno dei più grandi magistrati dell’antimafia in Campania, uno che questa terra l’ha amata e protetta con le armi della giustizia: Raffaele Cantone.
Il luogo dell’incontro non è casuale , la ragione di questo evento pubblico è la presentazione della seconda opera bibliografica del dottore Cantone , “I Gattopardi”.


Il titolo del libro , come il nostro ha avuto modo di sottolineare durante l’intervista, trae ispirazione dal libro di Tommasi di Lampedusa, ed è un libro-intervista in cui il giudice Cantone e il giornalista Di Feo tracciano una disamina attenta e puntuale su quella che è l’attuale dimensione criminale casertana, o meglio ne descrivono quelle che sono le sue nuove vesti.
Accompagnato dalla sua scorta di “angeli custodi” ed accolto da un folto gruppo di suoi estimatori, il dottore al suo arrivo rivolge a tutti il suo deferente saluto e esprime tutta l’emozione che lo pervade nell’essere di nuovo in questa terra che ha tanto amato e che conosce benissimo.

Fin dalla prime battute non si risparmia ed , anzi,  mostra subito la ferma intenzione di entrare nel vivo della discussione senza risparmiarsi , come è d’altronde nel suo stile.
Le tematiche che si toccano sono delle più varie , dal sociale al giuridico, tutte segnate da una semplicità di linguaggio, senza troppi tecnicismi, che arriva subito al cuore ed accende gli entusiasmi.
Il dottore si sofferma, innanzitutto,  sulla necessità di offrire e valorizzare modelli culturali validi e rispettosi del vivere sociale, esempi che siano per i giovani, in particolare per quelli che vivono in zone segnate da alti tassi di criminalità, fonte d’ispirazione e di emulazione.

La semplice critica e la condanna sociale di stereotipi criminali non è sufficienti, ciò che di cui c’è bisogno è la prova di come scelte rischiose è amicizie pericolose si risolvano , nella totalità dei casi, in una sconfitta preannunciata o peggio in una morte già scritta.
La voce della legalità , della cultura, della giustizia , del senso civico  sono l’antidoto per combattere e debellare la cancrena che paralizza le nostre terre.
Il discorso si sposta , poi, su quelle nuove forme di malavita che hanno soppiantato le vecchie strutture criminali e che sono la ragione del titolo stesso dell’opera : i gattopardi.
L’analisi che Cantone fa è quella di una camorra che ha mutato volto, si è ingentilita nell’aspetto ma che conserva, forte anche del malfunzionamento e dei disservizi delle realtà meridionali, la dose di violenza e malvagità necessaria per imporre la sua volontà.


Nasce una nuova mafia che con i suoi uomini-cerniera tratta con soggetti dell’imprenditoria e  s’avvale dell’operato di professionisti dei vari settori  per portare al termine i suoi fini criminali.
Si crea, insomma, una zona grigia sempre più difficile da controllare e individuare per la magistratura.

Nel suo travolgente intervento non poteva , infine , mancare una disamina attenta e comprensibile a più, anche sull’attuale sistema giudiziario italiano, altra dolente nota e causa di inspessimento del volume criminale in special modo per quello di stampo associativo.

Il quadro che traccia è quello visibile a tutti , una macchina lenta ed inefficiente che rischia, come esemplifica nel suo intervento citando il processo Spartacus, di fotografare immagini di dimensioni criminali ormai profondamente cambiate e datate.
La soluzione non può essere quelle di misure taumaturgiche che ambiscono a dissolvere la lentezza con la celerità mediante un semplice intervento riformatore.
La dimensione giudiziaria , sottolinea il dottore, deve essere sottoposta ad una profonda revisione , ragionata e condivisa in grado di ridefinire meccanismi e strutture che assicurino celerità e certezza di giudizio.Solo un apparato funzionante ed una selezione di giudici volenterosi e competenti possano assicurare una continuità di lotta contro la mafia sul fronte giudiziario.

In conclusione dell’argomento in questione non nasconde il suo più profondo disappunto per una campagna denigratoria e delegittimante verso la magistratura, in speciale modo quando oggetto di indagine di quest’ultima sono i nuovi volti criminali , quei famosi colletti bianchi.
L’importanza del rispetto per le istituzione è una premessa indispensabile, aggiunge Cantone, per l’edificazione di un modello sociale e culturale in grado di sconfiggere le mafie.
Non poteva poi mancare la domanda di rito, cercata anche da chi era venuto ad ascoltarlo, su una sua possibile partecipazione alla vita politica di questa terra, magari da sindaco.
La risposta non poteva che essere negativa, in coerenza con quanto fin d’ora affermato.
Non esclude, però, un suo ritorno alla prima linea, quella che per tanto tempo l’ha visto protagonista, ma di certo non alla DDA di Napoli.
Per ora porta avanti, attraverso il suo libro, un progetto di insegnamento alla legalità e alla lotta alla criminalità organizzata attraverso la diffusione e il ricorso della potente arma della parola.
La sua uscita dalla procura (che rischia di dar vita ad una deformazione professionale “procurocentrismo”), è stata un momento fondamentale , una tappa cruciale per consentirgli una nuova e più ampia visione delle prospettive, ma spesso è opportuno cambiare.
Ciò tuttavia, i tempi potrebbero essere maturi per un ritorno ed una nuova lotta, ma questa volta con nuove vesti giudiziarie.
La serata termina suggellandosi con un applauso vivo, partecipato dei presenti accorsi dalle diverse parti, ed affascinati dai suoi ragionamenti ed interventi.
Ascoltarlo è sempre un piacere, una lezione di vita da cui trarre sempre un nuovo insegnamento da mettere in atto.
Le sue parole, i suoi gesti, la sua forza e l’amore per il diritto lasciano in chi lo ascolta la voglia di credere ed inseguire l’idea di una terra migliore, ma soprattutto la speranza di farcela.

Noi tutti siamo con te, dottore Cantone,  e su i tuoi insegnamenti vogliamo formarci e gettare le basi di una nuova era.

GRAZIE di tutto dott. Cantone, grazie di essere semplicemente ciò che è.

(ARTICOLO E FOTO DI MAURIZIO DELLA VENTURA – che ringraziamo tantissimo).

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