Raffaele Cantone tra gli studenti del Liceo “De Sivo”, a Maddaloni, lunedì 21 marzo 2011. Cronaca di una mattinata di grande riflessione.

MADDALONI  (Caserta) – Collaboratori di giustizia, politica, malaffare, rifiuti, corruzione e grandi imprese che preferiscono andare a braccetto con la camorra, la criminalità organizzata, piuttosto che con la legalità.
Ma una certezza granitica: la camorra non vincerà mai, se sapremo essere persone vere, come don Giuseppe Diana o Federico Del Prete o uno delle tante vittime innocenti di camorra.


E quello che ha raccontato in un’ora e tre quarti ininterrotte – in uno supendo dialogo con il giornalista Luigi Ferraiuolo e gli studenti – il giudice Raffaele Cantone agli allievi del Liceo Scientifico Giacinto de Sivo del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni e alle quinte degli istituti tecnici. Cantone, dialogando con Luigi Ferraiuolo, nell’aula magna della Fondazione, è partito dal suo ultimo libro, “i Gattopardi”, per raccontare le trasformazioni della camorra imprenditrice: dalla squadra di calcio dell’Albanova, che per un periodo è stata un cimelio della famiglia Schiavone, ai rapporti dell’Iveco coi Galasso e della Parmalat di Cragnotti e Tanzi con gli Zagaria.
Il magistrato è stato salutato, al suo arrivo, dall’ingegner Claudio Petrone, coordinatore del Liceo scientifico Giacinto de Sivo e promotore dell’iniziativa.
“La sua presenza tra i ragazzi del Liceo – ha detto Petrone – è un esempio di legalità e giustizia per tutti i nostri ragazzi”.
Il dibattito, animato per la prima parte da Ferraiuolo e nella seconda parte dalle domande a raffica degli studenti, è cominciato dalla commemorazione di don Diana.
“Sabato in Campania le scuole hanno chiuso – ha spiegato il giornalista Ferraiuolo – per onorare la memoria di don Diana.

Il suo esempio ci ricorderà sempre che i camorristi non vinceranno mai”.
Il confronto è proseguito toccando la strage di immigrati compiuta da Giuseppe Setola e gli appalti vinti dalla ditta del fratello negli enti pubblici della provincia; l’esempio di Carmelina, ragazza che ha testimoniato senza paura contro gli assassini che colpirono anni fa alla vigilia di ferragosto e che per il suo coraggio è stata costretta ad andare via dalla sua città; alle questioni poste dalla fiction e dalla comunicazione quando tratta temi delicati come quelli di camorra.


A porre domande al giudice Cantone anche i docenti del liceo Scientifico e il sindaco di Maddaloni, Antonio Cerreto. L’incontro – a cui sono intervenute anche autorità militari e di pubblica sicurezza della città, oltre molti esponenti politici – si è concluso con l’auspicio che manifestazioni del genere ritornino a infiammare di nuovo il Liceo Scientifico e tutte le scuole del Villaggio dei Ragazzi.

(Ringraziamo il Liceo Scientifico “Giacinto De Sivo”, di Maddaloni; l’Ing. Claudio Petrone, coordinatore del Liceo e promotore dell’iniziativa e Domenico Ruggiero, art director del mensile SET).

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