“Borghesia mafiosa di Napoli” – Raffaele Cantone, su “Il Mattino” di Napoli, ed. naz. di sabato 2 luglio 2011.

Da giorni in città non si parla altro che dell’indagine che ha coinvolto il capo della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, persona particolarmente stimata in città per gli importantissimi risultati ottenuti nella lotta alla camorra.
La presunzione di innocenza impone di attendere e di sospendere il giudizio sulla vicenda specifica, per dare la possibilità ad un funzionario di polizia ritenuto fino a pochi giorni fa integerrimo, di difendersi dalle accuse ma più passano le ore, più si viene a conoscenza degli elementi a supporto dell’investigazione più aumentano le occasioni di riflessioni e di preoccupazione. L’indagine è svolta con eccezionale professionalità dal Centro Dia di Napoli.
Ed è coordinata con identica capacità professionale da pm molto esperti della Dda.

Si è giovata di intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e pare davvero molto importante.
Svela infatti il nuovo volto della camorra, svestitasi dall’oleografia classica dei boss dei quartieri popolari; giunge al secondo livello, quello più magmatico, ma quello certamente più importante del riciclaggio e del reimpiego dei capitali illeciti di provenienza delle attività illecite dei clan.
Ed è su quanto sta emergendo sul punto specifico, su questo magma incendescente, su questa zona grigia dalle mille tonalità, che bisogna un attimo soffermarsi.

È evidente, infatti, dal coinvolgimento di imprenditori di primo piano e di professionisti affermati, una pericolosissima contaminazione di ambienti che dovrebbero essere lontanissimi dal mondo criminale, da parte dei clan della città; il grigio, appunto!

Penso alla figura dell’imprenditore al centro dell’investigazione.
Secondo i pm – e fermo restando che si tratta allo stato di semplici accuse tutte da dimostrare anche se già vagliate da un gip, particolarmente rigoroso e garantista – sarebbe il perno di un complesso meccanismo di riciclaggio attraverso plurime attività imprenditoriali non solo presenti a Napoli ma nell’intera penisola. E si tratta di una persona – che sempre secondo le indagini – sarebbe capace di muoversi in tutti gli ambienti: avrebbe contatti con esponenti della criminalità locale e nel contempo frequentazioni con campioni di calcio assolutamente estranei ad ogni imputazione, e con il capo della Mobile sopra citato, Vittorio Pisani.

Se tutto questo sarà dimostrato, ci si troverebbe in presenza di un rappresentante per eccellenza di questa nuova borghesia criminale che ha sempre meno le stimmate della mafiosità e riesce a muoversi, a proprio agio, in più ambienti contemporaneamente.
Un ruolo possibile soprattutto in una città come questa: in una Napoli delle sabbie mobili dove gli uomini-cerniera tra clan e colletti bianchi vivono perfettamente adattandosi e diventando protagonisti, trasversalmente, dei mondi più vari. E questo interloquire con tutti rende tutto più complicato, meno leggibile ed opaco.
Occorre per tutti avere enorme attenzione, a cominciare, sul piano personale, dalle amicizie e frequentazioni tenute dai rappresentanti delle istituzioni, amicizie e frequentazioni innocue che possono diventare strumento di potere per questa nuova classe di mafiosi dal colletto bianco.
Perché questa borghesia mafiosa è capace ormai di inghiottire e coinvolgere tutti.

È indispensabile, se si vuole davvero vincere la lotta alle mafie arginare e ridimensionare questa nuova borghesia mafiosa, e per far ciò occorre un impegno comune.
Tutti i mondi, da quelli delle professioni alla società civile, devono mettere una barriera per evitare che questo grigio ormai imperante a Napoli appanni completamente la città.
Ma, per prima cosa, serve un nostro impegno da cittadini.
Perché se i pm, con le loro indagini sempre più approfondite (per fortuna), raccontano scenari e contesti già avvenuti spetta a noi, professionisti, società civile, semplici cittadini, costruire buoni anticorpi e tenersi lontani da questa nuova borghesia mafiosa, stigmatizzando chi entra in contatto con questa borghesia criminale e cercando di capire, in anticipo, tutte le situazioni e i contesti che tendono a ingrigirsi.
Altrimenti questo grigio diventerà il colore dominante della nostra città.

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