“Gli aiuti sono arrivati, ora tocca al sindaco” – Raffaele Cantone, su “Il Mattino” di Napoli, ed. naz. di lunedì 11 luglio 2011.

Ieri mattina ho notato con soddisfazione, nel comune dell’hinterland dove abito, una situazione finalmente decente dell’igiene urbana; non vi erano più quelle vere e proprie mini discariche che ingombravano strade e marciapiedi, accanto ai bidoni per i rifiuti.
È il ritorno ad una normalità, ancora troppo napoletana, verrebbe purtroppo da dire; già nella tarda mattinata, infatti, tanti concittadini, disinteressandosi completamente delle norme civiche e degli orari previsti dal regolamento comunale, avevano cominciato a riempire di nuovo i cassonetti, vanificando in parte gli sforzi della raccolta straordinaria; contro questi incivili è necessario che gli organi preposti intervengano, irrogando le pesanti sanzioni pecuniarie previste dai regolamenti locali.
Chi legge i giornali e si informa sa bene, però, che si è ancora lontani dal ritorno vero alla normalità, anche se due circostanze fanno ben sperare.
La prima è il provvedimento, a lungo invocato, del presidente della Regione Campania che, esercitando i suoi poteri sostitutivi, ha consentito alla provincia di Napoli di sversare nei siti delle altre province; è un atto che va apprezzato perché molto coraggioso nella sua impopolarità in una parte della Regione; ha scatenato, infatti, un coro di proteste da parte dei presidenti delle province interessate, spalleggiati da tanti comitati di cittadini, che hanno anche annunciato ricorsi alla Magistratura per bloccare la decisione regionale.
La seconda è la disponibilità di alcune Regioni ad accogliere i rifiuti napoletani; quando queste si concretizzeranno, sarà un ulteriore sollievo perché l’intera provincia partenopea possa respirare ed allontanare lo spettro del disastro ambientale.
Siamo, quindi, in una situazione in progress, con ancora troppi “se” e “forse”, per poter dormire sonni tranquilli, ma sicuramente c’è qualche ragione in più per essere ottimisti.
In questa fase, però, nella quale gli egoismi altrui sono stati messi da parte (spesso attraverso vere e proprie imposizioni), bisogna attendersi dagli amministratori della Provincia e dei comuni napoletani e dai cittadini comportamenti che dimostrino di saper meritare le altrui disponibilità, evidenziando con i fatti anche che hanno torto quei politici, soprattutto del Nord, che dicono che fino a quando arriverà l’aiuto altrui, Napoli non farà quanto le spetta.

Per smentire definitivamente questi personaggi è necessario mettere in cantiere almeno tre cose, da realizzare il più velocemente possibile.
In primo luogo, dare impulso massimo alla raccolta differenziata; Napoli e la provincia producono un quantitativo enorme di rifiuti, proprio perché differenziano ancora troppo poco; è indispensabile ridurre il quantum, per evitare che qualunque discarica sarà individuata, venga saturata in tempi brevissimi.
In seconda battuta, bisognerà prevedere almeno due (se non tre) impianti per la raccolta ed il trattamento dei rifiuti organici e per la produzione del compost; serve a poco differenziare i rifiuti se poi per trattarli bisogna trasportarli lontano, con spese enormi e con grossi affari per le ditte di trasporto, alcune delle quali emanano cattivi odori .. e non per quello che trasportano, ma per i sospetti di loro rapporti con la camorra.
E da ultimo, la cosa più difficile ed impopolare, ma purtroppo indispensabile; bisogna che Napoli ed i principali comuni della provincia individuino siti per collocare almeno una parte dei propri rifiuti.

So bene quanto questo sia complicato, vista la conformazione del territorio e la densità abitativa e conosco anche bene il prezzo già pagato in termine di danno ambientale da moltissimi luoghi della città e della provincia, martoriati da discariche legali ed abusive.
Bisogna, però, trovare soluzioni concrete che consentano di avere il tempo perché il ciclo dei rifiuti sia portato a compimento e non si può pensare che in questo periodo interlocutorio (ma purtroppo non breve) si scarichi soltanto altrove la munnezza napoletana.
Se vogliamo che altri facciano la loro parte, non possiamo che cominciare noi a farla; solo con l’autorevolezza delle scelte e la coerenza dei comportamenti potremo davvero zittire chi in questo momento urla e protesta in modo più o meno condivisibile o strumentale.
Onestamente, non voglio nemmeno pensare cosa potrebbe accadere se non approfittassimo di questa temperie un po’ più favorevole e ripiombassimo, anzi, in una situazione quale quella vissuta fino a qualche giorno fa.

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