“La mafia innominabile”, di Domenico Seccia, presentato a Foggia, con Raffaele Cantone: martedì 8 novembre 2011

Il libro ‘La Mafia Innominabile’ di Domenico Seccia, sarà presentato a Foggia martedì 8 novembre dalle ore 18.00, nella sede di Palazzo Dogana (Piazza XX Settembre, 20).
Presentazione organizzata dalla Provincia di Foggia e dal Coordinamento Provinciale di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
L’autore del libro è stato sostituto procuratore a Bari, dove nel 2003 è entrato a far parte della Direzione Distrettuale Antimafia; attualmente ricopre l’incarico di Procuratore della Repubblica di Lucera.
All’incontro interverranno, oltre all’autore del libro: Raffaele Cantone, magistrato e scrittore; Elvira Zaccagnino, Presidente della Casa editrice ‘La Meridiana’; Daniela Marcone, responsabile del Coordinamento Libera Foggia; l’avvocato Raul Pellegrini. 
Introduce e modera il giornalista Micky De Finis. Nel corso della presentazione, si terrà la lettura di alcuni brani a cura di Michele d’Errico, della compagnia teatrale ‘Il Cerchio di Gesso’ di Foggia.

(Ringraziamo Michele Carelli, per Teleradioerre).
Violenta, sopraffattrice e sterminatrice”. Non usa mezzi termini, Domenico Seccia, Procuratore Capo di Lucera, nel definire l’atavica lotta armata tra gli allevatori del promontorio. Violenta, sopraffattrice e sterminatrice questa è la faida del Gargano,  fabbrica, da oltre 30 anni, di morte e terrore. Non risparmia espressioni forti neppure
nelle pagine del suo ultimo lavoro editoriale ” La Mafia Innominabile,” pubblicato dalla edizioni la Meridiana nella collana “passaggi”. “L’idea del titolo “innominabile”   nasce – afferma il Procuratore –   durante una sentenza nella quale si diceva che la faida non poteva essere chiamata mafia  poichè non ne  aveva i contorni e si  parlava di un fenomeno mafioso più immaginario che reale. A mio avviso era una concettualizzazione di un lessico inesistente perchè non appropriato ai fatti reali. Il libro ha voluto – continua Seccia – riprendere questo passaggio che testimonia sostanzialmente come si è
concepita la mafia garganica”. 164 pagine, per raccontare di una faida di pastori nata all’ombra del santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, il più famoso luogo di culto micaelico dell’occidente latino (…) 

(Tatiana Bellizzi, per Teleradioerre).

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