“La folle estate dei roghi al Sud senza colpevoli” – Raffaele Cantone, in Riflessioni, su Il Mattino di Napoli, ed. naz. di martedì 7 agosto 2012

Le immagini che negli ultimi giorni stanno arrivando dalla Sicilia sono davvero sconfortanti! Sull’intera isola ci sono incendi; ieri pomeriggio erano almeno una ventina i roghi e tutti di consistenza significativa. La provincia più colpita sembra essere quella di Palermo; in uno degli incendi nel comune di Castronovi è morto nei giorni scorsi anche un operaio forestale che partecipava alle operazioni di spegnimento. Ma il fuoco ha colpito pesantemente anche la splendida riserva dello Zingaro a San Vito Lo Capo nel trapanese e ha reso necessario lo sgombero di un importante villaggio turistico; fiamme ci sono anche nelle province di Messina e Siracusa e stanno anche interessando i Nebrodi e nei giorni scorsi hanno sfiorato anche le Madonie.

Canadair alla discarica di Bellolampo (fonte blogsicilia.it)

Canadair alla discarica di Bellolampo (fonte blogsicilia.it)

A questo quadro già devastante si aggiunge quella vera e propria emergenza costituita dall’incendio, che va avanti da almeno sei giorni, nella discarica di Bellolampo nei pressi della città di Palermo; qui non stanno bruciando ettari di bosco o sterpaglie ma sacchetti che, per non essere stati preventivamente differenziati, contenevano ogni genere di rifiuti e che oggi, in via di putrefazione, hanno prodotto gas e materiali altamente infiammabili che rendono l’opera di spegnimento un’impresa difficilissima.
L’incendio – che dovrebbe far riflettere i tanti che puntano ancora sul sistema discariche per smaltire i rifiuti urbani – sta rendendo l’aria dell’intera città capoluogo irrespirabile e soprattutto sta immettendo un quantitativo abnorme di fumi tossici a base di diossina, creando un inquinamento che richiederà tempi lunghissimi per essere riassorbito dall’ecosistema.
Sono in azione in tutta l’isola gli elicotteri e canadair della Forestale e della Protezione civile, ma senza riuscire a far fronte ad una quantità di fuoco che sembra davvero generata più che dall’anticiclone Nerone, dal redivivo imperatore romano.
E la cosa peggiore è che, secondo quanto si apprende dalle notizie rilanciate da giornali e televisioni, la gran parte dei roghi hanno origine dolosa, anche se la propagazione è poi favorita dall’enorme caldo ed afa che sta interessando l’intero meridione.
Quello che non è esagerato definire un disastro ambientale viene rilanciato dai media ed accolto dai distratti spettatori con assuefazione e quasi indifferenza, fra una notizia sugli spread in salita o in discesa e la super vittoria di Bolt alle Olimpiadi o la medaglia d’oro italiana nella scherma o nel tiro. E’ inutile girarci intorno; ci siamo quasi abituati all’idea che ogni estate un certo quantitativo di vegetazione venga ingoiato dal fuoco, disinteressandoci davvero di capire cosa si muove e quali interessi vi possono essere dietro situazioni di tal tipo, quasi sempre indicate di origine dolosa, ma i cui autori sistematicamente restano ignoti o, in quei pochi casi in cui sono identificati, condannati a pene mitissime, come se avessero rubato merce in un supermercato e non devastato quegli arbusti e piante che sono una delle nostre più importanti ricchezze paesaggistiche dell’Italia.
Negli anni precedenti, in questo periodo si annunciavano misure draconiane che poi in parte venivano dimenticate non appena l’estate passava, in parte venivano adottate con norme di carattere soltanto simbolico, perchè nessuno davvero si preoccupava di chi le avrebbe potuto e dovuto far rispettare. Oggi nemmeno si annunciano provvedimenti e decisioni; in una visione quasi ragionieristica sembra statisticamente darsi per scontato che un certo tot di incendi rientri nella fisiologia, piuttosto che rappresentare la prova della patologica capacità di prevenire. Ed è questo il punto vero; fiumi di denaro vengono utilizzati per avviare attività di prevenzione, per acquistare strumenti sofisticati di spegnimento, per pagare un ingente numero di operai forestali.
A nessuno, invece, viene mai chiesta ragione del non funzionamento ottimale di questo apparato di prevenzione, del mancato coordinamento degli interventi, dell’incapacità di individuare almeno qualcuno dei tantissimi piromani in azione. Si assiste al solito scaricabarile, in cui è impossibile capire chi davvero avrebbe dovuto agire e non lo ha fatto!
E’ su vicende come queste, che il livello di civiltà vera di uno Stato va misurato; quanto denaro e quante risorse si potrebbero risparmiare – e quanti tagli di bilancio evitare – se invece di rattoppare le emergenze, una volta avvenute, si provasse davvero a lavorare per prevenire disastri, spesso non difficilmente evitabili, individuando anche preventivamente i responsabili degli interventi e punendoli poi, quando si dimostri che non abbiano fatto il loro dovere!

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