“Bonifiche, servono piani seri e tanti soldi” – Raffaele Cantone, su Il mattino di Napoli, ed. naz. di giovedì 23 agosto 2012

Dopo l’incendio nel deposito di ecoballe di Acerra e il rischio di un grave inquinamento ambientale, due esponenti del governo sono intervenuti sull’argomento. Lo ha fatto per primo il ministro dell’Ambiente Clini, paventando il sospetto che dietro quel rogo ci potessero essere le organizzazioni camorristiche. Nessuna novità clamorosa, quindi. Che i clan camorristici siano i principali artefici delle ecomafie è fatto noto; così come purtroppo lo è anche la circostanza che, in qualunque periodo dell’anno, in alcune zone della Campania (ormai tristemente note come “terra dei fuochi”), si incendiano per mano criminale rifiuti tossici e/o nocivi, nel quasi totale disinteresse delle istituzioni.
C’è poi stata un’intervista al Mattino del titolare del dicastero della salute, Balduzzi, che ha annunciato un monitoraggio della diossina nella zona e possibili conseguenti divieti di vendita di prodotti agricoli provenienti dai terreni viciniori. Ha anche parlato di un intervento strordinario, pronunciando una parola quasi magica, “bonifiche”, che napoletani e campani hanno tantissime volte sentito, senza, però, riuscire mai a vederne alcuna reale concreta attuazione.
In verità, quella parola evoca un ricordo: il purtroppo famoso servizio della trasmissione televisiva Report, in cui i dipendenti delle cooperative, che avevano ricevuto i fondi europei per le bonifiche, confessavano candidamente di essere pagati senza di fatto fare alcunché!
Non si è tanto ingenui da credere che un ministro di un governo tecnico, chiamato solo a risanare le finanze, nella fase finale del suo mandato, con problemi enormi di budget, anche se animato dalle migliori intenzioni possibili, possa andare oltre a quanlche intervento emergenziale. ma fingendo, solo per un attimo, di credere che il problema possa davvero essere affrontato nella sua interezza, si potrebbe provare ad immaginare cosa davvero fare.

“Stop ai roghi” – Vincenzo Viglione Photographer Vins (c)

E’ chiaro, infatti, che il tema bonifiche non può certamente essere limitato all’area dei roghi di Acerra; c’è un territorio molto più ampio, a cavallo fra la provincia di Caserta e di Napoli, dove in passato sono stati intombati rifiuti tossici di ogni genere e dove ancora oggi insistono vere discariche a cielo aperto. Queste aree andrebbero preventivamente mappate ed individuate con assoluta certezza, anche procedendo a carotaggi e a controlli effettivi sull’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere sottostanti.
I dati ottenuti dovrebbero essere resi noti, non tacendo ai cittadini quali potrebbero essere i rischi per la salute. Andrebbe evitato quello che è apparso, nei giorni scorsi, un vero e proprio balletto sui dati dei tumori nella provincia napoletana. Nessuno ha, infatti, davvero capito se l’aumento indiscusso delle gravi patologie è scientificamente ricollegabile all’inquinamento ambientale. Istituire sul punto (ennesime) commissioni di studio rischia di essere inutile se non controproducente, alla luce delle esperienze pregresse; risultati quasi sempre opinabili, resi noti quando del problema non si parla ormai più.
Sul tema inquinamento delle acque c’è, in verità, un fatto che tante volte questo giornale ha denunciato su cui bisognerebbe da subito fare chiarezza definitiva. E’ vero o no che i militari della Nato di stanza in provincia di Caserta sarebbero stati invitati a non utilizzare l’acqua dei rubinetti nemmeno per lavarsi? E’ una notizia falsa? Ci sono esagerazioni ingiustificate? O ci sono dati a conoscenza di cittadini stranieri che non vengono messi a disposizione degli italiani o, peggio ancora, chi li conosce non vuole renderli noti per evitare panico? Su questi argomenti, su cui è in gioco la salute collettiva, non sono possibili ambiguità di sorta!
La mappatura e l’individuazione delle aree da bonificare, da fare in tempi certi e predeterminati, imporrebbe poi la stesura di un programma attuativo a tappe, intervenendo da subito dove è maggiore l’inquinamento, ma prevedendo una sorta di road map per restituire un livello decente di vivibilità ad una parte consistente della regione.
E qui è il punto nodale: gli interventi di ripristino ambientale richiedono disponibilità economiche ingenti. Ci sono o ci saranno mai davvero stanziamenti adeguati? E’ una domanda inquietante, perchè sarebbe davvero drammatico anche il solo dubbio che non si voglia andare fino in fondo a capire l’intensità dell’inquinamento ed i conseguenti rischi per la salute, perchè si è consapevoli che il denaro necessario non sarà mai disponibile!

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Un pensiero su ““Bonifiche, servono piani seri e tanti soldi” – Raffaele Cantone, su Il mattino di Napoli, ed. naz. di giovedì 23 agosto 2012

  1. belle riflessioni. 1 per comandare i cammoristi ci vogliano i soldi.gli industriali che hanno chiamato i cammorristi a far sparire le loro male fatte.cacciano anche i soldi della bonifica.E vero la campania deve essere monitorata.Ma come dici tu si deve incominciare a bonificare dove il pericolo e peggiore.IO dico una cosa ci vuole la volontà politica di fare una cosa.Ma questo governo nato per distruggere l’italia compresi gli italiani.ecco per che la lotta in piazza e decisiva. in nessuna parte del mondo si lascia il cittadino morire di cancro e quant altro. mussollini bonifico le pontine solo con le braccia del uomo . Oggi con tanta tecnologia non ci vorrebbe molto tempo. La campania non può diventare la discarica dell’europa . il 22 settembre grande manifestazione ad Acerra di tutti i paesi del casertano e del napoletano contro l’inquinamento.la parola d’ordine,E i nostri figli non mangiano diossina e non bevano piombo.

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