“Patto per Napoli sicura, la svolta delle Ministre” – Raffaele Cantone, in Riflessioni, su Il Mattino di Napoli, giovedì 4 ottobre 2012

Ieri a Napoli, nella sede della Prefettura, si è tenuto un comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con il Ministro dell’Interno, Cancellieri, e della Giustizia, Severino, per discutere della recrudescenza criminale a Scampìa e in generale dell’emergenza criminalità a Napoli. 
Da più parti, e in prima fila da questo giornale, si era sollecitata la venuta in città dei vertici dei due più importanti dicasteri del governo, per una sorta di assunzione non solo formale di responsabilità; l’averlo fatto, è, quindi, un atto di sensibilità istituzionale che va rimarcato anche per il suo significato squisitamente simbolico.
Nella sede della prefettura il vertice si è chiuso con la sigla di un atto – definito in modo forse un pò retorico “Patto per Napoli sicura” – che ha visto coinvolti oltre che i rappresentanti governativi anche quelli locali, e cioè il presidente della Regione, Caldoro, della Provincia, Cesaro e il sindaco della città, De Magistris.

foto ANSA

Il patto si muove su più direttrici; avrà durata triennale e sarà monitorato da una cabina di regia istituita presso la Prefettura. Ovviamente, il primo punto è quello che riguarda il piano repressivo; l’opzione è di confermare quanto si era già deciso a livello provinciale nei giorni scorsi; non inviare, cioè, l’esercito ma rafforzare la presenza numerica delle forze dell’ordine; in tal modo si cerca di aumentare il controllo del territorio per evitare nuovi fatti di sangue ma allo stesso tempo utilizzare forze capaci di sviluppare le investigazioni giudiziarie. E’ una scelta che, se porta un cospicuo aumento delle forze in campo, pare decisamente condivisibile, anche perchè evita quella militarizzazione del territorio che finisce per creare problemi anche ai cittadini perbene.
Una seconda direttrice riguarda, invece, misure di natura più squisitamente preventiva, indicate come di riqualificazione del tessuto urbano e promozione della cultura della legalità. In questo senso, il Comune di Napoli provvederà a realizzare “progetti di riqualificazione delle aree degradate che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi”, la Regione, invece, provvederà a sostenere “iniziative finalizzate a migliorare la sicurezza dei cittadini, la vivibilità delle aree degradate e a promuovere lo sviluppo della cultura della legalità, anche attraverso il Centro di documentazione anticamorra”.
Tutti i firmatari del patto si impegnano inoltre ad affiancare l’attività delle forze di polizia nell’azione di prevenzione e contrasto dello spaccio di stupefacenti e a potenziare l’azione di sensibilizzazione e vigilanza sulle diverse forme di dipendenza, nonchè sul cosiddetto bullismo, e a favorire la realizzazione di interventi di riqualificazione delle aree rese libere da insediamenti di popolazioni nomadi e a promuovere eventi e manifestazioni istituzionali nei quartieri maggiormente esposti a rischio criminalità. E’ certamente la parte più ambiziosa dell’accordo, quella che può (o meglio potrebbe) rappresentare la vera novità positiva; è evidente che certi fenomeni criminali sono (anche) figli del degrado urbano di periferie sempre più abbandonate a se stesse, nelle quali molto spesso le uniche istituzioni che funzionano sono le associazioni di volontariato e qualche parrocchia di frontiera.
E’ in quel brodo di coltura che la criminalità cresce e fa proseliti e fino a quando esso non si prosciugherà, la sola repressione giudiziaria rischierà di apparire il classico tentativo di svuotare il mare con un cucchiaino.
Il vero punto, però, che resta meno chiaro, è come questi interventi auspicati e agognati dai cittadini napoletani ma allo stesso modo da sempre promessi dalle istituzioni prenderanno forma e soprattutto con quali risorse effettive esse dovranno tradursi in fatti.
Di soldi si è parlato poco – è previsto solo un impegno della Prefettura per utilizzare i soldi del Pon sicurezza 2007/2013 – e questo rende tutto molto più aleatorio, soprattutto se si tiene conto delle difficoltà finanziarie croniche degli enti locali.

Certo, queste due signore che siedono ai ministeri hanno dimostrato di voler lasciare traccia del loro operato, la Cancellieri finalmente sciogliendo i comuni inquinati dalle mafie senza guardare in faccia a nessuno, la Severino portando a casa un taglio storico dei tribunali minori. Se dovessero riuscire davvero quantomeno a favorire l’avvio di quell’opera di bonifica sociale promessa, la giornata di ieri dovrebbe essere ricordata come fausta per sempre, persino festeggiata alla pari di quella dedicata al Santo patrono.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...