“Bene anche se tardi, ora serve un progetto” – Raffaele Cantone ne L’analisi, su Il Mattino di Napoli, ed. naz. di sabato 8 dicembre 2012

Quando i fatti danno ragione in ritardo alle idee e proposte si prova una soddisfazione magra che ha un sapore abbastanza amaro; certo, è una conferma della bontà di un ragionamento, ma sotto sotto si resta nel dubbio che gli argomenti spesi non siano stati sufficienti a consentire di adottare le scelte necessarie, nel momento giusto ed opportuno. Quando poi si ottiene ragione su una questione come quella della nuova faida di Scampia, che sta seminando morte e terrore in un quartiere di Napoli, davvero non puoi nemmeno per un attimo sentire un sentimento di compiacimento. 
Da parte di questo giornale da tempo si era prospettata l’opportunità di mandare l’esercito a Napoli; si era risposto, invece, da più parti che la città non aveva bisogno di militarizzazione ma di normalità; le forze dell’ordine sul campo, debitamente rinforzate, potevano ben fare quanto indispensabile.

Esercito ScampiaL’escalation di violenza, come purtroppo, tutti sappiamo non si è affatto fermata; è rimasta una pia aspirazione quella della normalità in un contesto in cui cresce soltanto a dismisura la rabbia e la paura di una parte degli abitanti.
Ieri, però, il ministro Cancellieri, dopo il barbaro omicidio nel cortile della scuola, in visita a Napoli ha annunciato che sta valutando come molto probabile lo stanziamento di un contingente militare. 
E quindi, crisi di governo permettendo, in tempi brevi, forse persino per Natale, potrebbe arrivare nella zona di Scampia e di Secondigliano un certo numero di militari con il compito di presidiare alcuni luoghi sensibili (quali scuole ed edifici pubblici), dai quali tenere lontane violenza e morte.
Ovviamente non ci sarà mai la prova che questa stessa opzione adottata prima avrebbe avuto effetti positivi; e del resto davanti a quel che accade non c’è tempo di intrattenersi in sterili ed inutili polemiche; bisogna, invece, plaudire anche a chi ha l’intelligenza e la cultura di cambiare idea, se necessario.
E’ bene però dirlo con chiarezza; la scelta adottata appare opportuna e necessaria perchè in tal modo si aumentano i luoghi fino ad oggi presidiati con abnegazione dalle forze di polizia presenti in città e si renderanno sicuramente più difficili omicidi come quello dell’altro giorno, in cui i killer hanno avuto l’impudenza di inseguire la malcapitata vittima in una pubblica strada fin dentro la scuola.
Ma altrettanto va aggiunto che l’esercito non è affatto la medicina, ma semplicemente un presidio di pronto soccorso; bisogna oggi arginare a tutti i costi la violenza omicida, ma questo è soltanto l’obiettivo immediato. Il problema del disagio di Scampia e di altre periferie della città resterà anche quando la faida si fermerà.
Ed allora con il governo centrale prossimo futuro e chi amministra città, regione e provincia dovrà farsene carico; delle periferie si parla tantissimo in campagna elettorale, ma molto meno nella pianificazione degli interventi ordinari sul territorio.
Proprio cominciando da Scampia, divenuto anche ingiustamente quartiere simbolo del degrado dell’intero meridione, si dovrà dimostrare di voler svoltare e lo si dovrà quando i riflettori dei media si spegneranno. Questa sarà la vera dimostrazione di amore per la città. 

Ben vengano eventualmente le demolizioni delle Vele – di cui in verità si parla invano da anni – ma accanto alle distruzioni ci vuole un progetto vero per quel quartiere in modo da trasformarlo da dormitorio in una realtà viva. Ci piacerebbe, senza essere considerati pazzi o sognatori, che in un prossimo futuro chi intenderà presentare Napoli a turisti e stranieri potrà mostrare nella cartolina non solo il lungomare liberato dalle auto o le vele della Coppa America o la splendida piazza plebiscito o una prima del San Carlo con tanti ministri e autorità in frac, ma anche una periferia degna di uno Stato europeo che sia sempre meno simile a quella di alcune città sudamericane.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...